Se guardiamo i numeri, il problema delle aziende non è avere poche idee. È portare a casa i progetti giusti.
Secondo il Project Management Institute, a livello globale solo una parte dei progetti arriva davvero dove dovrebbe: molti non rispettano tempi, budget o obiettivi iniziali. Non parliamo di “casi isolati”, ma di una difficoltà strutturale nella gestione dell’esecuzione.
La Harvard Business Review ricorda che solo una minoranza delle organizzazioni riesce a raggiungere la maggior parte dei propri obiettivi strategici: le altre restano bloccate a metà, tra piani scritti e iniziative mai chiuse davvero.
In parallelo, su Il Sole 24 Ore – Econopoly più volte è stato sottolineato come una larga parte delle PMI italiane faccia fatica a cogliere le opportunità (ad esempio legate al PNRR) proprio per mancanza di competenze manageriali strutturate. Quando queste competenze vengono inserite con formule di temporary o fractional management, il beneficio non è solo “fare il progetto”: è trasferire metodo e capacità all’azienda.
Anche diverse analisi McKinsey vanno nella stessa direzione: i progetti che funzionano meglio sono quelli legati chiaramente alla strategia dell’azienda, con una regia dedicata, processi di decisione definiti e momenti di confronto strutturati, non gestiti “a chiamata” quando esplode un problema.
Tutto questo, per noi, conferma una cosa semplice: non basta avere un buon progetto, serve qualcuno che tenga il timone dall’inizio alla fine. È esattamente lo spazio in cui si muove NexAuctus: portiamo un metodo unico per tutti i progetti importanti, facciamo da regia esterna tra imprenditore, reparti, fornitori e partner, definiamo criteri di chiusura chiari e usiamo pochi numeri leggibili per capire se si sta avanzando o solo girando in tondo.
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